Non puoi capire.

Quindi per favore non giudicare.Lunedì la mia gatta di casa (7 anni) è stata investita a 10 metri dal giardino. Faceva la sua regolare passeggiata in attesa del rientro di mia madre. Parliamo di una strada stretta, residenziale, non puoi correre (non potresti) e lei e abituata. Si, da piccola l’ho portata a spasso con il guinzaglio. Ma è nera. E, incredibile ma vero, vivo in un paesello del cazzo dove ai gatti neri si presta un po’ troppa (negativa) attenzione.
Neanche due mesi fa ne ho portata una dal veterinario e l’hanno messa a dormire perché malata. Non aveva 3 anni.
Lo so che non potete capire ma io mi sento morire. Piango ininterrottamente da lunedì. La mia piccola è morta e l’hanno buttata in un cassetto.
Non ho pianto così neanche al funerale di mio padre. Che per inciso ne ricorre la morte il prossimo 29 settembre…
Io non ho avuto una famiglia. Non so cosa significhi avere un papà una mamma e un fratello. Si, ce li ho all’anagrafe ma…
Io ho vissuto di insulti, di botte, di silenzio e indifferenza. Io ho avuto solo i miei cani ed i miei gatti a farmi compagnia. A fare da fratelli. Ed ogni volta che ne ho perso uno è stato come perdere un pezzo di me.
Con Raoul è stata seppellita tutta la mia adolescenza.
Fedra è stata sepolta con la speranza.
Ruby era il futuro.
Cleo era mia sorella. Nera sempre incazzata. Insofferente verso ogni forma di vita.
Praticamente me con gli occhi gialli…
E non riesco. Non ce la faccio, mi manca l’aria. Spero solo che scrivendo un po’ di questo immenso dolore resti aggrappato qui e non a me. Ma non sta funzionando.
Lei ora sarebbe entrata dalla finestra, avrebbe giocato con i miei piedi e rotto le palle perché ho chiuso la porta. Da quando non ci sei chiudo la porta e mi sento in gabbia. Ma la porta aperta era solo per te e tu non passi più.

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Hickies Lacing System 2.0

Acquisto del cazzo su kickstarter avvenuto con successo.

Dovevano essere la rivoluzione ai lacci e invece…
Provati subito con le scarpe da corsa.
Partiamo dal fatto che non puoi chiudere bene le scarpe, io il buco più in alto (alla caviglia) non lo considero, ma quello subito sotto si, considerandolo però non infili le scarpe. Quindi 1 fregnetto torna nella bustina. Risultato: caviglia bella mobile, la possibilità di prendere una storta è appena aumentata.
Metto sti cosi ad X, come da indicazioni, per tenere la scarpa bella aderente al piede.

Risultato: fa male.
Cambio posizione e li metto dritti, posizione “regular”.
Sottolineo che non sono andata a correre o camminare. Volevo solo provare la “comodità”…

#mabaffanquolo

29 settembre 2016

A volte mi chiedo se si poteva fare di più, se c’è nella morte di mio padre una concomitanza di cause.
Sì, stava dimagrendo, ma ci poteva stare era attento a ciò che mangiava.
Era un dimagrimento "normale".
E’ stato solo all’arrivo di sintomi "veri" che sono scattate tutte le analisi, tutti gli accertamenti.
Parliamo della prima metà di luglio, questo luglio. Luglio 2016.
A fine luglio abbiamo dato un nome e cognome al tutto.
Microcitoma, neoplasia polmonare destra con linfoadenopatia mediastinica.
Ci viene detto da un oncologo di famiglia, che lavora anche con tal Veronesi (ma data la stima che ho in quest’ultimo mi spiego un sacco di cose) che mio padre sarebbe stato bene. Certo non stava affrontando un raffreddore, ma il coso nel suo petto di cm 9 x 6 x 6 (circa) sarebbe stato combattuto egregiamente da chemio e radio. C’è gente che vive con un polmone, c’è gente che va avanti 10 anni con i trattamenti…
E ripeto, oncologo di famiglia.
Ma mio padre aveva deciso di avercela con il mondo per il suo cancro, come fosse colpa di qualche entità astratta e lontana il mostro nel petto.
E non gli si poteva più parlare praticamente di nulla. Ne’ del tempo ne’ (figuriamoci) della malattia.
Aveva deciso di aver perso, anche se gli avevano dato ottime speranze.
Quindi mi chiedo, la sua testa è stata la sua condanna a morte? Bo.
Parliamo solo di uno dei figli di puttana più aggressivi dopo tutto…
Noi dove eravamo?
Ah si, mi è stato detto di andare in ferie senza troppi problemi visto che il mastro-oncologo aveva detto che sarebbe andato tutto bene.
Al mio rientro (11 agosto) sono diventata l’autista ufficiale di mia madre.
Andiamo per ordine.
Papà inizia la chemio, va tutto bene. Sembra stare meglio (almeno di morale) fin dal primo ciclo. Ottimo.
Torna a casa devono passare 15 gg prima di fare il secondo giro ma lui pensa bene di cadere e rompersi il femore.(Siamo al 20 agosto)
Viene operato, il femore è a posto ed il morale è alto. Alto sul serio.
Mio padre per la prima volta ride e scherza in ospedale. Cristina potrà confermare.
Ma è in ospedale e quindi non può camminare, quindi serve una struttura che faccia chemio e riabilitazione per la gamba.
E’ qui che divento autista ufficiale. Quando si rompe il femore.
Mia madre dà per scontato che io non abbia un cazzo da fare e che portare lei in ospedale sia la mia unica ragione di vita.
Intendiamoci: mia madre ha sia la patente che la macchina. Io non servo.
Ma mi tocca. Oh, tocca solo a me eh!
La sottoscritta ha dovuto cambiare batteria alla macchina e cambiare una gomma bucata per i cazzi dei comodi di qualcuno che, come detto, preferisce rompere il cazzo a cani e porci e farsi portare invece di essere libera di fare il cazzo che vuole con gli orari che più ritiene opportuni.
Qualche giorno prima del matrimonio di Cristina (10 settembre), sono dovuta restare a casa a preparare le cose per lei, essendo io testimone e truccatrice della sposa…
Questo ha scatenato l’ira di mia madre, che dà per scontato che quello che NON dice è legge.
Non mi ha rivolto parola per 10 giorni netti. (Liberandomi anche dal doverla accompagnare e riprendere).
Non è un errore quel non. Mi alzo non faccio colazione, inizio a lavorare alle cose di Cristina, lei arriva e fa: "adesso tu ti vesti e andiamo". Testuale. Non è stata cambiata una virgola.
Ho fatto presente che avevo da fare, ma i miei impegni sono secondari.
Peccato non abbia mai chiesto al figlio.
Il quale frugando tra la mia roba ha *rubato* due volte la macchina di papà e nelle due occasioni in cui mia madre gli ha chiesto di andarla a riprendere invece di presentarsi alle 19 è andato alle 21.
Il tossico di merda è un santo ed io una stronza. Ma questo si sapeva.
(Quando papà è ancora a casa il tossico di merda fa casino e rompe i coglioni, mio padre gli chiede di smetterla e per buona misura mio fratello gli risponde che non gliene fotte un cazzo e continua a fare quello che fa.)
Passati questi 10 giorni (in cui evito i commenti dei miei amici / conoscenti in merito al silenzio stampa della cretina) mia madre decide che può rivolgermi parola (le servivano delle copie di documenti che ho io al pc, era ovvio e scontato che quando le fosse servito qualcosa si sarebbe rivolta a me) quindi riprendo a fare l’autista.
Mio padre ha visibilmente perso peso. Una marea di peso.
C’è ancora, ci parli ti risponde a tono, anche un paio di vaffanculo se è per questo. Ne ha dispari soprattutto per zio Alfredo. Ridono, loro. Ma zio Alfredo è preoccupato.
Chi non lo è a questo punto?
Passano altri giorni, papà inizia a dire cose fuori contesto, oramai è uno scheletro.
Passano altri giorni, muove la mani, fa cose per aria che vede solo lui.
A volte risponde, a volte chiede l’acqua, ma la maggior parte del tempo non c’è.
Il 28 settembre mandavo questo messaggio a Cristina:
Papà è parecchio peggiorato
Lo hanno sedato perché soffre molto e capisce quello che succede
Hanno detto che faranno del loro meglio per accompagnarlo in maniera indolore

Il 29 settembre 2016 alle ore 18.24 riesco a sentire Cristina (che è fuori per lavoro) per dirle che è una brutta giornata e che ho bisogno di sentire la sua voce.

Detto questo mi chiedo: si poteva fare qualcosa? Si poteva fare di più?
Ok, abbiamo un oncologo stronzo in casa, ottimo.
Bisogna anche mettere in gioco che papà ha buttato la spugna?
Bisogna considerare che se invece di chiodare il femore avessero messo la protesi lui avrebbe ripreso subito a camminare e non sarebbe stato peggio moralmente?

Intendiamoci, io non ho un buon rapporto con nessuno in questa casa.
Ma vedere morire così un omone di 1 metro e 82 che faceva buoni 90 kg ridotto all’osso fa paura.
In neanche 2 mesi siamo passati dal rompere i coglioni al silenzio stampa.
Mi piacerebbe avere una risposta certa, precisa e inconfutabile.

Da questa parte del velo si tira avanti.
Buon viaggio a tutti gli altri.

Giulietta e Romeo

Non sono una grade fan di questa tragedia, ma sono una fan del maestro e, quest’anno, (ieri sera) ho avuto il piacere di andarla a vedere al Globe.
Bravi, bravi tutti. Sul serio.
A differenza del Sogno qui erano tutti pari livello (o diretti meglio, non lo sapremo mai).
L’attore che ha interpretato Mercuzio semplicemente un fenomeno. Da spellarsi le mani a furia di applaudire.
E menzione d’onore anche per la balia. Bravissima.
Adattato in maniera eccelsa.
Segue menzione d’onore per la ragazza alla mia destra che ha pianto.
Menzione d’onore per la testa di merda davanti a Davide che oltre a scattare foto con il flash ha fatto anche qualche video da caricare su Facebook senza applaudire mai una volta. Possiamo dire con certezza che ha fatto sfoggio di Q-ultura.
Segue menzione d’onore per metà del pubblico che, alla morte di Romeo quando Giulietta si sveglia, si mette a ridere quando questa chiede buone notizie al frate…
Da ultimo menzione d’onore per la ragazzina che uscendo avanti a me fa all’amica: "eh però queste dove muoiono a me non piacciono!" avrà comprato biglietti a caso e si è trovata a guardare una lamentevole tragedia.